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Biohacking e longevità

Attivare il grasso bruno: ecco come funziona!

Persona in costume da bagno che fa il bagno in una tranquilla sorgente termale, circondata da rocce innevate e paesaggi invernali.
Daniel Donhauser

10.09.20266 Tempo di lettura

A prima vista, il termine “grasso bruno” potrebbe non sembrare proprio qualcosa di cui vorresti avere di più. Eppure, questo particolare tipo di tessuto adiposo nasconde proprietà davvero interessanti. Il motivo? Più grasso bruno attivo è presente nel tuo organismo, più energia il corpo brucia. Immagina il grasso bruno come la centrale energetica dei diversi tipi di grasso o come il “sollevatore di pesi” delle cellule adipose. Anziché immagazzinare energia, aiuta il tuo organismo a bruciare calorie. Interessante, vero? E lo è ancora di più quando si parla di raggiungere e mantenere il proprio peso ideale. Ma c’è un aspetto importante: il grasso bruno non è semplicemente lì, pronto all’uso. Va attivato e sviluppato. Ed è proprio qui che entra in gioco il biohacking. Ti mostriamo quali strategie possono aiutare ad attivare il grasso bruno, cosa c’entra il biohacking e cos’altro dovresti sapere su questo particolare tessuto adiposo.

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Cos’è il grasso bruno nel corpo?

Il tuo organismo non possiede soltanto grasso bianco, ma anche grasso bruno. Ma qual è la differenza?

  • Grasso bianco: queste cellule adipose sono delle vere “pantofolaie”. Sono costituite per circa il 90% da grasso e trascorrono le giornate ad accumulare e immagazzinare energia, da utilizzare nei periodi in cui introduci poco cibo.

  • Grasso bruno: questo tessuto, costituito solo per circa il 50% da grasso, è invece un vero atleta ed è quindi molto attivo. Accumulare energia non fa proprio per lui: preferisce utilizzare subito i nutrienti e trasformarne l’energia in calore.

A differenza di quelle bianche, quindi, le cellule adipose brune immagazzinano poco grasso e tendono piuttosto a bruciarlo rapidamente. Questo è anche uno dei motivi per cui le persone con una maggiore quantità di grasso bruno tendono a presentare meno frequentemente sovrappeso, diabete e altre condizioni correlate. Ma da dove deriva il colore bruno? È semplice: nel tessuto adiposo bruno sono presenti anche numerose proteine contenenti ferro, che conferiscono alle cellule una tonalità giallo-brunastra.

Il segreto delle cellule adipose brune? Possiedono moltissimi mitocondri. Questi piccoli componenti cellulari non vengono definiti per caso le “centrali energetiche della cellula”: sono infatti responsabili della produzione di grandi quantità di energia.

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Quali sono i benefici del grasso bruno?

Quando si parla di tessuto adiposo bruno, quindi, la parola chiave è energia. Ma quali benefici offre concretamente?

  • Protezione dal freddo: il grasso bruno funziona come un vero e proprio riscaldamento interno e aiuta il corpo a mantenersi caldo. Per farlo, trasforma soprattutto glucosio e acidi grassi in calore.

  • Maggiore dispendio energetico: il tessuto adiposo bruno è un campione nel bruciare calorie: nessun altro tipo di cellula raggiunge le stesse prestazioni. Attivando il grasso bruno puoi quindi aumentare anche il tuo dispendio energetico.

  • Peso ideale: maggiore è il dispendio energetico, più facile può essere mantenere il proprio peso ideale. Può inoltre aiutarti a perdere i chili in eccesso, se questo è il tuo obiettivo.

  • Senso di sazietà più rapido: il tessuto adiposo bruno produce un particolare ormone in grado di contribuire a generare nel cervello un senso di sazietà. In questo modo potresti sentirti sazio più rapidamente e avere un aiuto nel mantenere il peso desiderato.

  • Valori sotto controllo: il grasso bruno contribuisce inoltre alla regolazione dei livelli di lipidi e la glicemia, nonché dell’insulina. Anche questo può essere rilevante nella gestione del sovrappeso e del diabete.

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Che ruolo svolgono i geni nel grasso bruno?

I neonati dispongono di una quantità particolarmente elevata di grasso bruno. Non sorprende: rispetto agli adulti, hanno infatti ancora poca massa muscolare. Il tessuto adiposo bruno è quindi fondamentale per aiutarli a proteggersi dal freddo. Queste particolari cellule adipose si concentrano soprattutto nella zona del collo, delle spalle e dei reni.

Gli adulti, invece, dispongono mediamente di appena 50–300 g di grasso bruno. Secondo i ricercatori, la quantità esatta dipenderebbe da un lato da fattori genetici e dall’altro da fattori ambientali. Gli Inuit, ad esempio, tendono ad avere una quantità particolarmente elevata di tessuto adiposo bruno. Anche le persone concepite durante i mesi più freddi sembrerebbero presentarne di più.

La buona notizia? Già 50 g di questo particolare grasso potrebbero arrivare a consumare fino a 300 chilocalorie al giorno. E soprattutto: il grasso bruno può essere attivato. La domanda è: come?

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Come sviluppare e aumentare il grasso bruno

Il grasso bruno ama gli stimoli. Ad esempio quelli provocati dal freddo o da una specifica alimentazione. Ed è proprio su questi stimoli che punta il biohacking, un approccio che combina conoscenze scientifiche moderne e pratiche utilizzate da secoli, con l’obiettivo di ottimizzare corpo e mente. Vediamo più da vicino due dei metodi più conosciuti per attivare il grasso bruno.

Attivare le cellule adipose brune con il freddo

Il freddo è uno dei migliori alleati quando si tratta di attivare le cellule adipose brune. È proprio il freddo, infatti, ad accendere il sistema di riscaldamento naturale del tuo organismo. Come funziona? La pelle percepisce il freddo e invia un segnale al cervello. Quest’ultimo attiva quindi il tessuto adiposo bruno, che contribuisce a stabilizzare la temperatura corporea bruciando calorie e producendo calore.

Cosa puoi fare concretamente?

  • Abbassare la temperatura degli ambienti: prova a ridurre la temperatura di casa a 19 °C: le tue cellule adipose brune apprezzeranno.

  • Uscire all’aria aperta: preferisci tenere la casa bella calda? Cerca almeno di trascorrere ogni giorno circa due ore all’aperto con temperature di 17 °C o inferiori.

  • Fare docce fredde: anche le docce fredde possono aiutare ad attivare il tessuto adiposo bruno. Puoi abituarti gradualmente iniziando con docce alternate calde e fredde.

  • Provare i bagni nel ghiaccio: la disciplina per eccellenza è il bagno nel ghiaccio. Vuoi provare questa esperienza? Cerca persone con cui condividerla e abitua gradualmente il tuo organismo a questo tipo di stimolo.

  • Andare regolarmente in sauna: anche la sauna può essere utile. In particolare nelle pause tra una sessione e l’altra, quando il corpo si raffredda nuovamente o quando fai una doccia fredda, le cellule adipose brune vengono stimolate.

Qualunque metodo tu scelga, una cosa è importante: esporre regolarmente il corpo agli stimoli del freddo. Se li interrompi troppo a lungo, il grasso bruno sviluppato con tanta fatica può tornare ad assumere caratteristiche più simili a quelle del grasso bianco. Not good! Quindi, stay cool!

Persona che entra in una camera crioterapica illuminata di blu, indossa guanti e scarpe protettive, con un pannello di controllo sul lato.

Offriamo a te e al tuo corpo uno stimolo di freddo davvero speciale: la nostra crioterapia. Tutto ciò che ti serve sono tre minuti, da trascorrere nella nostra camera del freddo a una temperatura di -85 °C. Sembra una follia? Solo a prima vista. Questo trattamento intensivo non solo può contribuire a rendere la pelle più luminosa, ma può anche favorire la circolazione e il benessere muscolare e stimolare il metabolismo.

Attivare il grasso bruno attraverso l’alimentazione

La seconda possibilità consiste nell’attivare le cellule adipose brune attraverso determinati alimenti. In particolare, presta attenzione agli alimenti che contengono capsinoidi e capsaicina o a quelli ricchi di catechine. Questi composti sono considerati attivatori naturali e possono dare una spinta al metabolismo.

Cosa puoi fare concretamente?

  • Mangiare piccante: capsinoidi e capsaicina si trovano soprattutto nei peperoncini e nelle varietà più piccanti di peperone. Vale quindi la pena inserirli regolarmente nella lista della spesa.

  • Bere tè verde: il tè verde contiene numerose catechine, che possono contribuire ad attivare le cellule adipose brune.

  • Puntare su altri attivatori: anche lo zenzero può influire sul grasso bruno. Inoltre, gli acidi grassi omega 3 possono supportarne il processo di attivazione.

Un’alimentazione varia ed equilibrata resta quindi fondamentale. In genere, tuttavia, gli effetti di questa tecnica di biohacking sono meno marcati rispetto a quelli ottenuti attraverso gli stimoli del freddo.

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Conclusioni

La comfort zone: la amiamo tutti. Eppure, uscirne regolarmente può essere un modo per migliorare il proprio benessere. Chi, ad esempio, espone con costanza il proprio corpo a stimoli di freddo o integra alimenti piccanti nella propria dieta può favorire l’attivazione di un tipo di cellule adipose particolarmente interessante: quelle del grasso bruno. Proprio questo tessuto viene studiato per il suo possibile ruolo nel controllo del peso e nella salute metabolica. Quindi, fuori dalla comfort zone e spazio al grasso bruno!

Una persona con una maglietta nera si trova in una stanza minimalista con una scultura moderna su un piedistallo e una scala curva sullo sfondo.

Daniel Donhauser ha studiato economia politica e aziendale. In qualità di ex consulente strategico nel settore delle assicurazioni sanitarie e dell'assistenza sanitaria, ha dovuto affrontare fin da subito le sfide del nostro attuale sistema sanitario. Dopo un'esperienza come Chief Commercial Officer presso EGYM, una start-up high-tech nel settore del fitness con sede a Monaco di Baviera, Daniel ha realizzato il suo desiderio di promuovere la salute fondando una propria azienda. Oggi, insieme al suo socio, gestisce sei centri di allenamento e terapia con il marchio MAIKAI ed è co-fondatore dei BIOGENA-Biohacking Labs, che gestiscono diversi laboratori di biohacking nell'area di lingua tedesca.

FAQ

Domande frequenti sull’attivazione delle cellule adipose brune

Fonti:

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