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Vitamina D, l’ormone sottovalutato
La vitamina D è stata a lungo sottovalutata. Per molti decenni si è ritenuto che questa vitamina – che in realtà è un ormone – fosse rilevante solo per le nostre ossa. Inoltre, poiché il nostro organismo è in grado di produrre vitamina D grazie alla luce solare, si pensava che il suo apporto non fosse soggetto a limitazioni.
Le ricerche più recenti hanno però dimostrato che entrambe queste ipotesi erano infondate. Da un lato, la vitamina D interagisce con quasi tutte le cellule del corpo umano e non solo con quelle del tessuto osseo; dall’altro, numerosi studi scientifici hanno confermato che livelli più elevati di vitamina D hanno un potenziale preventivo nell’ambito della salute cardiovascolare, della pressione arteriosa, del diabete, della depressione e del processo generale di invecchiamento.
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Lo studio Good Health mostra: ogni goccia di vitamina D conta
Il BIOGENA Good Health Study (GHS), condotto su 1.377 partecipanti austriaci, ha dimostrato ancora una volta che “ogni goccia” di vitamina D conta – per il cuore e i vasi sanguigni, per il nostro benessere e per il sonno.
Livelli di vitamina D: normale è buono, ottimale è meglio.
29% migliore protezione cardiovascolare
25% migliore benessere psicologico e maggiore fiducia
11,1% più gioia di vivere
9% migliore protezione dallo stress
5,7% sonno più ristoratore
11,6% migliore continuità del sonno
Vitamina D: un asso per il cuore
La scienza conosce da tempo l’influenza protettiva della vitamina D su cuore e vasi sanguigni. Ulteriore conferma è arrivata dal Biogena Good Health Study: più alto è il livello di vitamina D, minore è il rischio cardiovascolare.
Per la valutazione del rischio è stato utilizzato l’indice ASCVD, un valore che stima la probabilità di un evento cardiovascolare acuto nei successivi dieci anni.
Livello di vitamina D | ASCVD | Interpretazione |
|---|---|---|
50 nmol/l | 11,1 % | Spesso indicata terapia con statine, raccomandati controlli cardiovascolari |
125 nmol/l | 8,7 % | Indice ASCVD ridotto del 22% |
150 nmol/l | 7,9 % | Indice ASCVD ridotto del 29% |
Tab.: Più alto è il livello di vitamina D, minore è il rischio cardiovascolare.
I dati del Good Health Study mostrano che:
il valore ASCVD scende dall’11,1% in caso di carenza di vitamina D al 7,9% con un apporto ottimale, corrispondente a una riduzione del 29%;
molte persone con livelli ottimali raggiungono una classe di rischio ASCVD più bassa, nella quale non è più necessaria la terapia con statine.
Vitamina D: essenziale per benessere e sonno
Un buon livello di vitamina D non è vantaggioso solo per il sistema cardiovascolare. Anche la psiche ne beneficia: le persone con livelli migliori registrano maggiore gioia di vivere (+11%), migliore benessere psicologico e maggiore fiducia (+25%) e una migliore resistenza allo stress (+9%).
Chi “vive al sole” dorme anche meglio. Probabilmente per questo motivo, le persone con livelli più adeguati di vitamina D soffrono meno spesso di difficoltà ad addormentarsi (-11,6%) e iniziano la giornata più riposate (+5,7%).
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Livelli di vitamina D in Austria: giudizio “insufficiente”
La vitamina D è molto discussa, ma non ancora sufficientemente compresa – e ancor meno presente nelle riserve nutrizionali di tutti. Anche il Good Health Study evidenzia la situazione critica su 1.377 partecipanti austriaci:
Livelli di vitamina D in Austria: ampi margini di miglioramento
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Considerazioni finali
Alimentazione e sole da soli non sono sufficienti per garantire un buon livello di vitamina D! Senza integrazione è praticamente impossibile raggiungere un apporto adeguato – o, meglio ancora, ottimale.
La vitamina D dovrebbe “entrare sotto la pelle e oltre le labbra” di tutti noi. I recettori della vitamina D non si trovano solo nelle ossa, ma in quasi tutte le cellule del corpo – come dimostrato chiaramente dagli effetti preventivi su cuore e psiche.
Il dosaggio raccomandato dalle autorità pubbliche è pensato per il solo mantenimento della salute ossea e, secondo i dati più recenti, non sarebbe nemmeno sufficiente per questo. Per raggiungere un livello ottimale sono indicate dosi più elevate e personalizzate
La visione del BIOGENA Good Health Study
Il BIOGENA Good Health Study 2021, con 1.377 partecipanti, si è posto l’obiettivo di delineare un quadro attuale dello stato di salute e nutrizionale della popolazione austriaca e di dimostrare che un migliore apporto di micronutrienti viene ricompensato con un aumento del benessere fisico e mentale.
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